Nell’ultimo cinquantennio abbiamo assistito ad una rivoluzione nel concepire la coppia e l’istituzione del matrimonio: sposarsi non è più una diretta conseguenza di un fidanzamento o un atto di riparazione verso la verginità violata, né rimanere fedeli alla stessa persona è più sentito come un obbligo a vita.
Si preferisce affrontare una convivenza in via preliminare o, comunque, scoprire l’erotismo senza percorrere strade un tempo praticamente inevitabili. Nonostante questa sensazione di svincolo, tra i partner si riscontra spesso una diminuzione degli incontri sessuali, fino ad arrivare al caso sempre più frequente del “matrimonio bianco”. Vediamone alcuni motivi.

CAMBIAMENTI EPOCALI E LORO CONSEGUENZE

Rivolgendo l’attenzione su alcuni fattori, analizzati anche nel libro “Letti sfatti” di Umberta Telfener, notiamo che le donne sono più competitive e hanno abbandonato l’esclusivo compito di “angeli del focolare” (anche per necessità), dedicandosi ad altre occupazioni, perfino quelle in cui gli uomini, che non si vergognano più di mostrare il loro lato emotivo né di essere spaventati dal gentil sesso, eccellevano.
Da qui deriva un’inversione dei ruoli tra genere maschile e femminile in molti campi: se in passato era solo l’uomo a provvedere alla famiglia, attualmente le donne lavorano quanto e, in alcuni casi, più degli uomini, raggiungono i più alti gradi d’istruzione e si realizzano professionalmente.
D’altro canto, la gioia della maternità viene posticipata rispetto a quanto facevano le nostre nonne: se loro, raggiunti i quarant’anni, tendevano ad avere figli già grandi, adesso è normale amministrazione l’instaurarsi della prima gravidanza intorno ai 35 anni, età in cui la fertilità inizia a diminuire: a questo punto ritroviamo contrapposte, quindi, l’ansia di essere madri e la reticenza a diventare padri, probabilmente perché gli uomini si sentono sfruttati ai fini procreativi.
Ad influire sul contesto del matrimonio bianco ricordiamo eventuali problemi di comunicazione, il ridimensionamento del valore dato alla verginità (al momento di sposarsi è comune non provare più il senso di trepidazione tipico di chi non ha ancora provato l’esperienza del fare l’amore), e l’abbandono dei pudori riguardo le relazioni adulterine, da tempo non costituenti più reato e relegate allo status di illecito: può capitare che si faccia sesso, ma al di fuori della coppia e, a volte, senza curarsi di essere scoperti dal partner ufficiale.

SANARE DELLE FERITE O RIGENERARE UN RAPPORTO?

Un’azione non esclude l’altra ed una consulenza presso un’agenzia matrimoniale è una soluzione sensata per agire su entrambi i fronti, ritrovando l’entusiasmo, il dialogo e le emozioni dei primi giorni: quando il matrimonio bianco non è una scelta condivisa, ma una forzatura, diventa solo fonte d’infelicità e può ripercuotersi anche sul benessere della famiglia.
Questo tipo di assistenza è da scegliere come soluzione preferenziale e non come ultima spiaggia: non precludetevi ancora il piacere e la gioia dell’eros.

 

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